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Il Siena
riacciuffa l'Inter
A San Siro
ritmo basso e poche emozioni. I nerazzurri, rimaneggiati,
fanno la partita e segnano con Cruz, poi si fanno
raggiungere da Gastaldello nel finale
Cruz, al
gol numero 19 della stagione. Dfp
MILANO, 7
maggio 2006 - Non c’è in palio proprio nulla e si vede. Il
terzo posto è al sicuro e la testa dell’Inter è
giustamente alla Roma, alla coppa Italia di giovedì, unica
partita vera, ultimo obiettivo possibile. Se non ci fosse
tutto questo, farsi raggiungere dal Siena a tempo scaduto,
farsi infilare da Gastaldello al 48’, sarebbe stato
l’ennesima domenica di pazzia. Di critiche e rimpianti. E
invece, per una volta, va bene a tutti, anche così. Va
benissimo, naturalmente, al Siena (strasalvo) che si
riprende dalla "bambola" di domenica scorsa con la Juve.
Partita di
fine anno, partita da giocare a ritmo basso, senza patemi.
Non c’è da sprecare energie, riposano Figo, Samuel e
Zanetti (Javier). E’ meglio “tutelare” la coscia di
Adriano che finisce in tribuna. Partita da debuttanti, da
Andreolli in difesa, da Maa Boumsong a destra nel
centrocampo a tre di Mancini (che esce tra gli applausi
meritati perché prova il tiro due volte e ci mette il
piede giusto nel gol di Cruz). Da Slavkovski in attacco,
alla fine, per Martins: 17 anni appena, 11 gol con gli
Allievi e un buon inizio, è il più giovane nerazzurro di
tutti i tempi, ha battuto per un mese il grande Bergomi.
![]() La gara? Abbastanza noiosa, quasi scontata. Con il Siena che si difende in un 4-5-1 con Tudor avanzato a centrocampo e Chiesa solo in attacco: organizzato, compatto, lascia pochi spazi all’Inter. Che a sua volta tiene palla, la fa girare anche bene, ma manca di grinta e fame negli ultimi 20 metri. Mancini si dedica agli esperimenti, riprova il 4-3-3 dove Cesar largo alla sinistra di Cruz funziona, fa molto meno Martins a destra, che insiste e si accentra. Tra la noia, alla fine del primo tempo, quattro tiri in porta dei nerazzurri dove ne esce bene Mirante, e due fuori ma molto più insidiosi del Siena delle ripartenze. Per lo spettacolo, ripassare.
O almeno
aspettare Cruz, il solito Cruz che al 15’ della ripresa fa
quattordici gol in campionato, uno più di Adriano. Il
Siena ora non ci sta, prova più di una volta (appena può)
a rispondere con Chiesa, poi con Guzman. Julio Cesar c’è,
come c’è Mirante dall’altra parte, quelle poche volte che
serve. La palla gira lenta, poi entra Stankovic e dopo un
po’ alza il braccio su Portanova che sanguina. Un minuto
dopo lo vendica Vergassola con un calcetto. Giallo e
mischia, scintille inutili con manata di Burdisso e rosso.
Tre minuti dopo, angolo e pareggio di Gastaldello. Per
fortuna indolore. Giovedì è un altro giorno. E tutta
un’altra partita.
Serena Gentile (Gazzetta.it) p.s. questo articolo non da giustizia del reale agonismo in campo. Se all'Inter non importava niente come mai si è picchiato per tutti e due tempi i giocatori del Siena tanto da Rosso a qualcuno?
SIENA
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