Roma, altro scivolone Siena vola con Calaiò
13 febbraio 2012
Continuano gli alti e bassi giallorossi: al Franchi i toscani vincono 1-0 con un rigore della punta. Poche idee per la squadra di Luis Enrique, che non tira quasi mai in porta
Roma
come il Barcellona?
Sì, ma quello di
questo periodo...
Dopo il 4-0
all'Inter, la
squadra di Luis
Enrique vive l'ennesiva
involuzione di
questa stagione:
finisce 1-0 contro
un Siena che vince
con pieno merito con
il decimo gol
stagionale di Calaiò
ed esulta per i tre
punti preziosi nella
lotta per la
salvezza. Sfuma così
l'atteso sorpasso
all'Inter.
L'andamento della
stagione dei
giallorossi ha forma
sinusoidale: prende
tre gol (a zero) a
Firenze, poi
pareggia con la Juve
e vince a Napoli; ne
rifila cinque al
Cesena, poi pareggia
in casa con il
Bologna e ne prende
quattro a Cagliari;
i quattro li
restituisce
all'Inter, e poi...
la
partita —
Luis
Enrique ripropone la
squadra che ha
schiantato l'Inter.
Le varianti sono il
diciannovenne
Viviani in regia al
posto dello
squalificato De
Rossi e i terzini:
Rosi a destra e José
Angel a sinistra,
con Taddei in
panchina insieme a
Osvaldo e Bojan.
Davanti è confermato
il trio
Totti-Lamela-Borini.
Sannino manda in
panchina D'Agostino,
per puntare sulla
solidità del blocco
Gazzi-Vergassola;
Giorgi a destra,
Brienza a sinistra;
difesa confermata e
attacco con Destro e
Calaiò.

tre occasioni — E' una Roma in formato Barcellona, dicevamo, ma soprattutto per gli svarioni difensivi. Troppa la foga di riproporre l'azione, e parecchi errori in impostazione con la squadra sbilanciata e gli attaccanti del Siena che vanno a nozze. O meglio, ci andrebbero volentieri, se la mira fosse quella giusta. Per esempio al quarto d'ora: l'azione ricorda molto quella che ha portato al raddoppio l'Osasuna contro i blaugrana nell'ultima partita di Liga. Pasticcio in fase d'impostazione, squadra scoperta sul lato sinistro (Abidal da una parte, José Angel dall'altra) e via libera per l'inserimento dell'avversario. In quel caso la giocata portò al raddoppio di Lekic, in questo Calaiò manda alto da buona posizione. Sono tre le occasioni-gol nette per i toscani nei primi 45': le altre due capitano a Destro, che per due volte manda a lato (un pallonetto al 9' dopo un'incomprensione Juan-Stekelenburg; un destro al volo al 23' su assist di Giorgi). E la Roma? Molto possesso, ma anche troppa
confusione. Viviani (ovviamente) non ha dinamismo ed esperienza e tende a tenere troppo basso il baricentro. E nella trequarti avversaria si cerca sempre il tocco di troppo. Con un Siena che si chiude compatto servirebbe un po' meno fioretto e qualche colpo di cannone in più. Ma a parte qualche dialogo vellutato tra Totti, Lamela e Pjanic, puntualmente intercettato dalle maglie bianconere, si vede davvero
poco.
gol partita — Luis Enrique apre la ripresa con un cambio: fuori Juan, che ha accusato un problema all'inguine, dentro Kjaer. Sarà il caso, sarà la sfortuna, ma dopo 5' è proprio il neo entrato a commettere l'errore che risulterà decisivo: bell'assist di Calaiò per Destro, che cade in area sul contatto con il lungo danese. Dal dischetto Calaiò non sbaglia e firma il decimo gol stagionale: uno dei più pesanti di quest'anno. Luis Enrique corre ai ripari: out Totti (già ammonito nel primo tempo), dentro Bojan. Poi anche Osvaldo per Simplicio: dentro quattro punte potenziali. Emblematico è il fatto che in chiusura di partita, negli ultimi minuti, con tutte le punte che ci sono, il centravanti sia Kjaer: a sottolineare meglio di ogni altro dato la mancanza di idee e la sterilità offensiva. Oltre a un destro di Borini parato senza nemmeno troppi problemi da Pegolo, e qualche mischia, non si registrano tiri in porta dei giallorossi. Onore a Rossettini, Terzi e soci, che giocano una gara senza sbavature e all'impostazione tattica perfetta di Sannino. Alla fine è solo Mezzaroma ad esultare.
Emiliano Pozzoni
1-0



